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BUSINESS = DIFFICOLTA???? ......E' SEMPRE "TUTTO UN PROBLEMA..."

BUSINESS = DIFFICOLTA???? ......E' SEMPRE "TUTTO UN PROBLEMA..."
BUSINESS = DIFFICOLTA???? ....... E' SEMPRE "TUTTO UN PROBLEMA..."

Con chiunque si parli di "affari - attività lavorativa", a prescindere dalla posizione ricoperta - imprenditore/professionista (c'è ancora differenza?) o lavoratore dipendente - emergono difficoltà, disagi, insicurezze, insomma un malessere generale che predomina la vita di tanti, facendo sì che le positività (sicuramente ce ne sono...) non vengano minimamente considerate, perchè non viste, nascoste da tanto disagio.
 
E' SEMPRE TUTTO UN PROBLEMA... Qualsiasi adempimento di lavoro diverso dalla routine giornaliera viene vissuto in emergenza e in conflitto con la tranquillità che noi ci aspetteremmo dalla giornata lavorativa.
Tutto quello che ci sembra "non consueto" diventa DIFFICOLTA' e IMPREVISTO da combattere.

Quindi bisogna chiedersi: perchè è così difficile lavorare? Perchè ci lamentiamo continuamente di qualsiasi cosa? Perchè c'è sempre qualcosa che non va?
 
Ma soprattutto: COSA POSSO FARE IO PER MIGLIORARE LA SITUAZIONE?

Porsi delle domande dovrebbe aiutare a stimolare delle riflessioni:
1) le difficoltà al lavoro dipendono solo dagli altri e dagli eventi o possono dipendere anche da me?
Cosa posso fare io per contribuire a migliorare le cose?

2) se sono un imprenditore/professionista e le cose non vanno bene (poco lavoro, clienti esigenti, dipendenti e collaboratori da gestire, insoluti da fronteggiare, tasse da pagare, ...) mi sono mai fermato a riflettere se quello che sto facendo è efficace? Ed è anche efficiente? Mi sono mai chiesto se ci sono delle alternative?
Ho mai valutato se quello che ho sempre fatto e che continuo a fare va ancora bene?
Mi sono mai preso del tempo per pensare a delle nuove strategie anzichè rincorrere le emergenze di tutti i giorni?

3) se sono un lavoratore dipendente/collaboratore e non sono soddisfatto del mio lavoro, non ho stimoli nell'alzarmi al mattino ed affrontare la giornata, mi sono mai chiesto in modo profondo e consapevole: da cosa dipende?
Può dipendere solo dal capo antipatico, dai colleghi poco collaborativi, dai clienti troppo difficili....
Mi sono mai fermato a riflettere: ma cosa mi piace fare veramente?
Se il lavoro che svolgo mi piace, posso contribuire in qualche modo a migliorare le cose?
Se immagino la mia giornata lavorativa ideale, cosa vedo di diverso da ora?
 
4) sono consapevole del mio ruolo al lavoro?
Se sono un capo o imprenditore di mè stesso, ho chiari gli obiettivi che voglio raggiungere?
E con quali risorse?
E con chi?
E verso chi?

Se sono un dipendente/collaboratore, conosco il valore del mio apporto in azienda?
Contribuisco a creare valore ogni giorno?
So di cosa ha bisogno l'azienda? So di cosa hanno bisogno i clienti?
Se lavoro in gruppo, quale è il mio apporto concreto per migliorare il lavoro in team?

5) il lavoro che svolgo corrisponde alle mie aspettative?
Se no, mi sono mai chiesto quali siano queste aspettative e di cosa avrei veramente bisogno per sentirmi "realizzato"?
E le mie aspettative di carriera sono concretamente attuabili in base alla mia preparazione e predisposizione?

6) quali risorse (tecniche, economiche, conoscenza, esperienza, ecc.) ho già disponibili e che potrei migliorare?
Quali invece mi mancano e che vorrei acquisire?
 
Carta e penna: lavoriamo su noi stessi

Questo potrebbe fare la differenza nell'affrontare le DIFFICOLTA' e tramutarle in OPPORTUNITA' e NUOVE SCELTE
 
Guardare con nuovi occhi i consueti imprevisti lavorativi (se accadono spesso, non sono più imprevisti...) rendendoli sfide quotidiane che ci rigenerano ogni giorno e che ci permettono di contribuire a migliorare quel pezzettino di mondo che ci ruota intorno.
 
Di business sostenibile (per noi e per gli altri) e migliorabile parleremo in uno dei prossimi incontri formativi che stiamo organizzando.
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