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LE 5 DOMANDE DELL’IMPRENDITORE CONSAPEVOLE

LE 5 DOMANDE DELL’IMPRENDITORE CONSAPEVOLE
Quanto conta l’atteggiamento giusto nell’affrontare la giornata lavorativa?
I successi e gli insuccessi al lavoro possono dipendere dal nostro modo di affrontare le cose?
 
Quante volte mi sono fatta queste domande, quando le cose non sono andate come avevo previsto… e quante volte parlo con imprenditori e professionisti che continuano a lamentarsi del loro lavoro, di non guadagnare abbastanza, di avere clienti difficili, di non avere credito presso le banche, di avere fornitori che pretendono di essere pagati subito, insomma tutto sta remando contro di loro!
 
DOMANDA 1) AUTOSTIMA
Perché sono io il primo ad essere così inflessibile con me stesso?
 
Pretendiamo di fare sempre le cose giuste, parlare con le persone giuste ed essere sempre al posto giusto al momento giusto.
Quando sbagliamo qualcosa ci sentiamo dei FALLITI, non ci diamo alternative, possibilità.
 
Se da piccoli non fossimo caduti tante volte dalla bicicletta, avremo mai imparato ad usarla?
 
Noi dobbiamo IMPARARE dalle nostre ESPERIENZE, soprattutto da quelle NEGATIVE.
Quando succedono dobbiamo dirci: “per fortuna oggi è successo questo!”
Non dobbiamo viverle come FALLIMENTI ma come OPPORTUNITA’.
Almeno sapremo COSA NON FARE!
 
DOMANDA 2) ANALISI DELLA REALTA’
E poi, sono sicuro che il risultato sperato debba arrivare proprio adesso?
Ho tutto il necessario per conseguire l’obiettivo prefissato?
 
Fermarsi e chiedersi cosa abbiamo oggi disponibile, fare un INVENTARIO delle attuali RISORSE.
 
Se siamo convinti che oggi la tecnologia sia importante ed indispensabile per il proprio business:
•    fare un auto-test sulle proprie competenze tecnologiche, mappare quello che si sa da quello che non si sa
•    fare un elenco di quali abilità tecnologiche sarebbero necessarie per il proprio lavoro    
•    verificare dove si possono procurare le competenze che mancano
•    ATTUARE UN PIANO DI AZIONE: CIOE’FARE!
 
DOMANDA 3) PREDISPOSIZIONE AL CAMBIAMENTO
Quando prendo una decisione o attuo un comportamento che non funziona, come mi comporto di solito?
a)    Persevero perché ormai ho impiegato tempo e risorse e deve per forza funzionare, prima o poi. E comunque ormai ho deciso così e non cambio!
b)    Mi adatto alla realtà e cerco di plasmare la decisione presa in funzione dei nuovi elementi sopraggiunti.
 
Essere FLESSIBILI è il segreto per affrontare le situazioni di tutti i giorni, provare a FARE QUALCOSA DI DIVERSO per ottenere risultati diversi.
 
Se tuo figlio al liceo avesse un insegnante di matematica molto bravo, ma prendesse spesso 5 nei compiti e ti accorgessi che la maggior parte della classe è nelle sue condizioni, preferiresti sentirti dire dal professore:
- “io sono bravo, insegno così e se loro non capiscono, pazienza!”, oppure:
- “so di essere un bravo insegnante e di aver investito tempo e denaro nella mia formazione, ma se la classe non dà gli esiti sperati, rivedrò sicuramente il mio modo di insegnare perché l’obiettivo è che i ragazzi imparino e non di mostrare la mia bravura!”
 
DOMANDA 4) CONDIVISIONE DELL’ABBONDANZA
Sono spesso irrequieto e agitato o sereno e tranquillo?

Le persone che lavorano con me, i miei clienti, i fornitori, quando si rapportano con me lo fanno come TERZI ESTRANEI o come PARTNER? Cioè ho la sensazione di dover contrattare sempre tutto oppure di CONDIVIDERE con altri progetti lavorativi, così che tutti ne abbiano un beneficio.
 
Spesso si pensa che il nostro successo sia in funzione dell’insuccesso di qualcun altro.

Tendiamo a vivere nella carestia di opportunità, cioè se emerge lui poi per me non ci sarà più posto, anziché valutare scelte che ci facciano vincere entrambi e quindi vivere nell’abbondanza.
 
Se facessi il ristoratore avrei a cuore di far trovare al mio cliente prodotti ricercati e di qualità, perché questo accada dovrei trovare dei fornitori eccellenti di materia prima, per essere sicuro che continueranno a consegnarmi cose buone senza dover ogni volta lottare per questo, e dovrò remunerarli appropriatamente.
E se il cliente mangerà bene, si sentirà leggero dopo il pasto, si sarà sentito ben accolto dovrà essere disposto a pagare il giusto prezzo, così che io guadagni abbastanza da poter essere fiero di migliorare continuamente il mio ristorante.
E se io sarò felice di questo, dovrò considerare che il mio successo è dato anche dall’apporto del bravissimo cuoco, dell’infaticabile lavapiatti, del sorridente cameriere e dell’insostituibile addetta alle pulizie che ogni mattina, instancabile, rende il ristorante brillante.
 
UNA CATENA DI VALORE INCREDIBILE! Un circolo VIRTUOSO che può fare la differenza.
 
DOMANDA 5) COMUNICAZIONE ASSERTIVA    
Ho spesso la sensazione che gli altri non mi capiscano? Quando dico di fare qualcosa, non viene mai fatta come mi aspetto?
 
Quante volte ci sentiamo INCOMPRESI! Si parla, si discute, si chiarisce, si ribadisce, e ancora niente. Gli altri non capiscono…
 
Ma quando parliamo, quale è il nostro scopo principale? Parlare o farci capire dagli altri?
 
Se dovessimo parlare a noi stessi, nessun problema.
Ma dato che solitamente si parla ad altre persone, farsi COMPRENDERE diventa essenziale.
 
COMUNICARE deve diventare un’arte, se ottengo i risultati richiesti significa che ho COMUNICATO BENE.
 
Quando comunico devo ASCOLTARE l’altro, così da capire che tipo di messaggio sta arrivando.
Anche nel comunicare è indispensabile essere FLESSIBILI, non va bene comunicare con tutti allo stesso modo, non siamo tutti uguali.
 
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