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Bozza della legge di stabilità 2016

Bozza della legge di stabilità 2016
Si esaminano le principali novità previste nella bozza della legge di stabilità per il 2016
Disposizioni in materia IMU e TASI – imposte sulla casa    
Per quanto concerne l’IMU e la TASI, si devono segnalare alcune modifiche alla previgente disciplina.
Viene prevista, ai fini IMU, l’esenzione dell’abitazione principale (e delle relative pertinenze), dei c.d. “imbullonati” e dei terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti e IAP.
Ai fini TASI, si segnala l’esenzione dall’imposta dell’abitazione principale sia per il proprietario dell’immobile che adibisce l’unità a tale scopo, sia per l’inquilino che ha destinato l’immobile a sua abitazione. Pertanto, nel caso di locazione di un immobile, il proprietario dovrà versare l’imposta TASI di sua competenza (dal 70 al 90% a seconda della delibera comunale), mentre l’inquilino non dovrà versare nulla.
Si segnala, inoltre, la riduzione del prelievo a carico degli immobili destinati dai costruttori alla vendita per i quali l’aliquota ordinaria sarà pari al 0,1%. I Comuni potranno decidere di aumentare tale importo fino a 0,25%.
 
Riduzione IRES    
Relativamente all’imposta sui redditi delle società (IRES) si prevede la riduzione dell’aliquota d’imposta dall’attuale 27,5%:
- al 24,5% a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2015;
- al 22,5% a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2016.
Con riferimento agli utili erogati a società assoggettate ad imposta sul reddito delle società viene prevista la riduzione dell’imposta dal 1,375% al 1,225% ed al 1,125% con le medesime decorrenze previste per la riduzione dell’IRES.
Si segnala che le riduzioni a decorrere dal 2016 sono vincolate all’autorizzazione dell’Unione Europea. In mancanza di tale autorizzazione le imposte verranno ridotte solo a partire dal periodo d’imposta successivo al 31.12.2016 (con riduzione IRES al 22,5% e dell’imposta sugli utili al 1,125%).
 
Esenzione ai fini IRAP agricoltura e pesca
Secondo quanto previsto dalla Bozza della legge di stabilità per il 2016, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2015 sono esenti dall’imposta IRAP i settori agricoltura e pesca.
 
Recupero edilizio e risparmio energetico
Si segnala che le maxi detrazioni per il recupero edilizio ed il risparmio energetico vengono confermate nella loro versione maggiorata fino al prossimo 31.12.2016. Per effetto di tale disposizione, gli interventi di recupero edilizio vengono agevolati con una detrazione pari al 50% dei costi (così come l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici), mentre per gli interventi di risparmio energetico la detrazione è pari al 65%.
Con riferimento all’acquisto di mobili di arredo da parte di giovani coppie, viene prevista una detrazione – vincolata al solo acquisto di un’abitazione principale a prescindere dai lavori di recupero edilizio – del 50% su un valore massimo di 20.000 euro.
 
Bonus investimenti in beni strumentali nuovi
Viene previsto che, ai fini delle imposte sui redditi, imprese e professionisti che effettuano investimenti, in beni strumentali nuovi dal 15.10.2015 fino al 31.12.2016, possono godere di un maxi ammortamento del 140% del costo sostenuto.
La disposizione non si applica in riferimento ai beni che sono assoggettati a coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%, agli acquisti di fabbricati e costruzioni, nonché agli acquisti di alcuni specifici beni indicati in allegato alla legge di stabilità (non attualmente disponibili).
 
Regime forfettario
Viene modificato il nuovo regime forfettario introdotto con la precedente legge di stabilità (e subito “congelato” per effetto della proroga dei minimi), il quale a regime dovrebbe sostituire tutti i regimi agevolati fino ad oggi conosciuti (alcuni ad oggi già abrogati, come il regime per le nuove iniziative produttive).
Le modifiche sono mirate a garantire una maggiore fruibilità del nuovo regime: secondo le previgenti disposizioni, infatti, venivano previsti dei massimali di reddito talmente bassi da escludere l’applicazione del regime anche con il raggiungimento di redditi lordi molto modesti (si pensi ad esempio alle professioni, per cui veniva previsto un massimale di ricavi di 15.000 euro, che corrispondono ad un lordo contributivo di 1.250 al mese).
Per quanto concerne le condizioni per l’applicazione del regime, segnaliamo riassuntivamente quanto segue:
CONDIZIONI

Ricavi/compensi

 

Variabili da 15.000,00 a 40.000,00 euro, a seconda della tipologia di attività esercitata

Annualità precedente

Spese per lavoro dipendente e assimilato

Massimo 5.000,00 euro

Annualità precedente

Beni strumentali Massimo 20.000 euro, al lordo degli ammortamenti (stock) Annualità precedente
Redditi di lavoro dipendente o assimilato

Inferiori a quelli d’impresa o di lavoro autonomo soggetti al regime forfetario

Annualità precedente


Ai fini dell’adesione o alla permanenza del regime in commento i ricavi o i compensi relativi all’anno precedente non devono eccedere i limiti esposti nella nuova tabella allegata alla bozza della legge di stabilità 2016 (di seguito riportata). Allo stesso modo, si applicano i coefficienti di redditività riportati nella tabella sottostante.
LIMITI DI RICAVI E COEFFICIENTI DI REDDITIVITA’
Attività Codice attività ATECO Limite ricavi e compensi Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande (10 – 11) 45.000 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 50.000 40%
Commercio ambulante e di prodotti alimentari e bevande 47.81 40.000 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 30.000 54%
Costruzioni e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68) 25.000 86%
Intermediari del commercio 46.1 25.000 62%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55 – 56) 50.000 40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88) 30.000 78%
Altre attività economiche (01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 –32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 – 39) – (49 – 50 – 51 – 52 – 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99) 30.000 67%

Come in precedenza, il reddito da assoggettare all’imposta sostitutiva del 15% è determinato forfetariamente attraverso l’applicazione dei coefficienti di redditività sopra riportati, diversificati per ogni settore attività interessata dal regime.
Tra le novità si rileva l’ampliamento dell’ambito di applicazione del regime nei confronti di lavoratori dipendenti o pensionati che svolgono o intendono avviare un’attività in forma autonoma. In particolare, viene abrogato il requisito limitativo per l’accesso al regime forfetario che richiede, nell’annualità precedente, la prevalenza dei redditi conseguiti con l’attività esercitata rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e assimilati, rispettivamente ai sensi degli artt. 49 e 50 del TUIR.
Con riferimento alle nuove attività, invece, viene prevista la riduzione dell’aliquota dell’imposta sostitutiva dal 15% al 5% per i primi cinque anni dell’attività. In precedenza, invece, veniva previsto un abbattimento del reddito imponibile di un terzo.
Viene modificato, infine, il regime contributivo agevolato previsto dalla precedente legge di stabilità: in luogo dell’esonero dal minimale, ora, viene prevista una riduzione pari al 35% della contribuzione (ordinaria) INPS dovuta ai fini previdenziali.
 
IVA pellet
Viene ridotta l’aliquota IVA sul pellet dal 22% al 10% a decorrere dal 01.01.2016.
 
Canone RAI
Viene prevista la riduzione del canone rai da 113,5 euro a 100 euro che si pagherà attraverso la bolletta elettrica della casa di abitazione. Viene disciplinata, inoltre, la possibilità di pagare ratealmente l’importo contestualmente al pagamento delle bollette elettriche (quindi in sei rate annuali).
Viene prevista un’esenzione dal canone a favore di coloro che non dispongono né di un televisore, né di una connessione internet.
 
Assunzioni agevolate
Sulla falsariga di quanto previsto dalla precedente legge finanziaria, viene introdotto, anche in riferimento al periodo 01.01.2016-31.12.2016 uno sgravio contributivo a favore delle assunzioni a tempo indeterminato.
Lo sgravio, più contenuto rispetto alla versione prevista per il precedente anno (sgravio totale fino a 8.060 euro annuali per i primi 36 mesi di assunzione), prevede l’applicazione di uno sgravio del 40% su tutte le assunzioni a tempo indeterminato, per i primi 24 mesi di assunzione ed in ogni caso fino ad un importo annuale di 3.250 euro.
Possono essere agevolate tutte le assunzioni a tempo indeterminato, fatta eccezione dei lavoratori domestici e apprendisti e nelle ipotesi di:
- assunzione di lavoratore dipendente che risulta occupato a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti presso qualsiasi datore di lavoro;
- assunzione di dipendente precedentemente assunto anche tramite soggetti interposti.
Sono ammesse all’agevolazione anche le assunzioni effettuate nel settore agricolo con esclusione dei lavoratori che nell'anno 2015 siano risultati occupati a tempo indeterminato e relativamente ai lavoratori occupati a tempo determinato che risultino iscritti negli elenchi nominativi per un numero di giornate di lavoro non inferiore a 250 con riferimento all'anno 2015.
 
Premi di produttività    
Viene reintrodotta, per l’anno 2016, l’agevolazione sui premi di produttività che consente la tassazione sostitutiva di alcuni emolumenti versati dal datore di lavoro a fronte di incrementi di produttività ed efficacia.
Sono soggetti a una imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%, entro il limite di importo complessivo di 2.000 euro lordi, i premi di risultato la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, nonché le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa.
Le disposizioni trovano applicazione per il settore privato e con riferimento ai titolari di reddito da lavoro dipendente di importo non superiore, nell’anno precedente quello di percezione delle somme, a euro 50.000. Se il sostituto d'imposta tenuto ad applicare l'imposta sostitutiva non è lo stesso che ha rilasciato la certificazione unica dei redditi per l’anno precedente, il beneficiario attesta per iscritto l'importo del reddito di lavoro dipendente conseguito nel medesimo anno.
Il limite massimo di fruizione è aumentato fino ad un importo non superiore a 2.500 euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell'organizzazione del lavoro attraverso la contrattazione aziendale/territoriale.
 
Assegnazione agevolata dei beni ai soci
Viene prevista la reintroduzione della disciplina speciale di assegnazione o di cessione agevolata di beni ai soci o di trasformazione agevolata in società semplice, che permetterà di estromettere i beni dal regime di impresa beneficiando di un regime fiscale di favore.
La nuova ipotesi di assegnazione agevolata prevede alcuni limiti:
- l’assegnazione deve avvenire entro il prossimo 30.09.2016;
- l’assegnazione o la cessione agevolata riguarda solo i beni immobili (tranne quelli strumentali per destinazione) e i beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati quali beni strumentali nell’esercizio dell’impresa;
- i soci devono risultare tali alla data del 30 settembre 2015.
- la trasformazione in società semplice è ammessa solo se la società ha per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti beni “agevolabili”.
Venendo all’entità dell’agevolazione, sulla differenza tra il valore normale del bene assegnato (o rientrante nel patrimonio della società trasformata) e il suo costo fiscalmente riconosciuto è prevista un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP:
- in via ordinaria pari all’8%;
- pari al 10,5%, se la società risulta di comodo in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento della assegnazione, cessione o trasformazione.
Analogamente ad altri provvedimenti di assegnazione agevolata, è altresì prevista un’imposta sostitutiva sulle riserve in sospensione d’imposta annullate, pari al 13%.
Per quanto riguarda, invece, la cessione agevolata, ai fini della determinazione dell’imposta sostitutiva il corrispettivo della cessione, se inferiore al valore normale del bene (determinato a norma dell’art. 9 del TUIR o in base al valore catastale) è computato in misura non inferiore ad uno dei due valori.
Per quanto riguarda le imposte indirette, è prevista la riduzione alla metà dell’imposta di registro eventualmente dovuta per l’assegnazione, nonché l’applicazione delle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa.
Il termine per gli atti di assegnazione o cessione agevolata, o per la trasformazione in società semplice, è fissato al 30 settembre 2016. L’imposta sostitutiva sulle plusvalenze deve essere versata per il 60% entro il 30 novembre 2016 e per il rimanente 40% entro il 16 giugno 2017, sempre potendo beneficiare della compensazione in F24.
 
Fondo per gli autonomi
Al fine di favorire la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato a tempo indeterminato, è istituito un Fondo con una dotazione finanziaria di 50 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016.
 
Novità in materia di pensioni - Pensioni “part – time”    
Viene ampliata la no tax area a favore dei pensionati. Per i soggetti sopra i 75 anni la soglia passa da 7.750 a 8.000 euro, mentre per i pensionati con età inferiore ai 75 anni la no tax area passa da 7.500 a 7.750 euro.
Viene previsto, inoltre, un nuovo intervento di salvaguardia a favore dei soggetti di età avanzata che non hanno ancora assolto tutti i requisiti per accedere al trattamento pensionistico.
Viene disciplinata, inoltre, l’introduzione di un istituto sperimentale per favorire il collocamento a riposo e quindi l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Secondo quanto previsto dalle disposizioni della bozza, infatti, i lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato che maturano entro il 31 dicembre 2018 il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia, possono ridurre l'orario del rapporto di lavoro in misura compresa tra il 40 per cento e il 60 per cento, ottenendo mensilmente dal datore di lavoro una somma corrispondente alla contribuzione previdenziale a fini pensionistici a carico del datore di lavoro relativa alla prestazione lavorativa non effettuata.
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